Nel cuore del massiccio degli Écrins tra Gap, Grenoble e Briançon, si apre in tutta la sua bellezza il territorio dei Pays de Ecrins, un vero tesoro delle Alpi francesi.
Ci sono stata per un weekend a inizio estate, quando in Italia le temperature erano bollenti e l’aria a Milano completamente irrespirabile. È stata davvero una meravigliosa immersione nella natura, nella bellezza e nella gastronomia e non posso che consigliare questa zona per un weekend, ma potendo anche per soggiorni più lunghi.
Prima di essere una destinazione turistica, è un ecosistema prezioso che custodisce una biodiversità straordinaria. Con oltre 150 vette che superano i 3000 metri di altitudine, questo territorio offre paesaggi mozzafiato che spaziano dai ghiacciai eterni ai pascoli alpini, dalle foreste di larici ai laghi cristallini.
La porta d’ingresso principale di questa meraviglia è L’Argentière-la-Bessée, un pittoresco borgo che molti viaggiatori attraversano senza fermarsi, non sapendo di perdere l’opportunità di scoprire uno dei più autentici angoli di Francia. Da qui si dirama una rete di valli e sentieri che conducono nel cuore del Parco Nazionale degli Écrins.
Di seguito trovate le esperienze che più ho apprezzato con tutti i riferimenti per poterle rifare.
Come arrivare nei Pays de Écrins dall’Italia
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- Come arrivare nei Pays de Écrins dall’Italia
- Dove mangiare e dormire nei Pays de Écrins
Per il mio weekend nei Pays de Écrins, arrivando da Milano ho preferito muovermi in auto. In questo modo sono stata poi autonoma in loco per i vari spostamenti e questo mi ha molto agevolata. L’alternativa all’auto è quella di arrivare in treno a Briançon (la tratta è Torino – Modane – Briançon). Trovo però che l’arrivo in treno sia comunque un po’ scomodo per poi girare con facilità la zona. In alternativa, arrivando da più lontano, una buona soluzione può essere quella di arrivare in aereo a Nizza o a Lione e da lì noleggiare l’auto.
Dove mangiare e dormire nei Pays de Écrins
Ristoranti
La cucina del luogo è una cucina per lo più “di montagna”, con piatti piuttosto sostanziosi e una buona varietà di proposte.
Le Table de Nany a Vallouise
La mia prima tappa arrivata ai Pays de Écrin è stata proprio per il pranzo con tappa a Le table de Nany a Vallouise, un ristorantino davvero delizioso che consiglio vivamente! Ci si sente accolti e coccolati in maniera genuina, con quegli arredi tipici della montagna e una cucina gustosa e molto varia. Io ho preso una tartare di carne molto buona, servita con verdurine crude presentate in un bicchierino di vetro, un’idea che ruberò per le cene con gli amici a casa!
La Table de l’Auberge
La Table de l’Auberge è il ristorante all’interno dell’hotel Auberge Saint Antoine, nel quale ho dormito, ma è aperto anche al pubblico.
Non posso che consigliarvi una sosta qui per un pranzo o una cena. Se la temperatura lo consente, l’esterno è davvero delizioso! In cucina c’è lo chef Lukasz, che predilige l’utilizzo di prodotti freschi e prevalentemente locali, trasformandoli in una cucina familiare dalle ricette generose che celebra le eccellenze gastronomiche delle Hautes-Alpes. La proposta culinaria spazia dai piatti “signature” dello chef alle specialità di montagna tradizionali come fondue e boite chaude, con un menu che si rinnova seguendo il ritmo delle stagioni. A completare l’esperienza, una ricercata carta dei vini con oltre 40 etichette che valorizza sia i tesori enologici locali che i grandi cru delle principali regioni vinicole francesi, accompagnata da una selezione di cocktail che include il Purpl’Alpes, la creazione signature della casa.
Ristorante dell’hôtel Saint-Roch
Un altro indirizzo da tenere presente a Puy-Saint-Vincent per provare la cucina locale. Troverete primi piatti e secondi di carne e pesce abbondanti e gustosi. In estate è molto piacevole l’esterno.
Ristorante Ailechaude
Perfetto se decidete di provare l’esperienza del bain de foret, L’Ailechaud ad Ailefreud è un posticino davvero particolare, con una cucina che davvero non ci di aspetta. In quello che a tutti gli effetti sembra un piccolo chalet di montagna con tavolini all’aperto, si degustano piatti vegetariani della tradizione medio orientale. L’hummus è davvero squisito, lo consiglio vivamente, e le porzioni sono più che abbondanti!
Dormire
Per le due notti in cui mi sono fermata qui, ho alloggiato all’Auberge saint Antoine a Vallouise-Pelvoux, un piccolo albergo nel centro della cittadina e affacciato sul verde, una vera chicca! Non posso che consigliarvelo sia per la posizione comodissima per esplorare la zona, sia per il comfort della stanza e la piacevolezza degli ambienti. Anche il ristorante vale una sosta, e ve ne parlo sopra nella sezione ristoranti.
Cosa fare nei Pays de Écrins
Conoscere gli asini a “L’Âne Qui Bulle”
Una delle esperienze più autentiche e curiose che potete fare nel Pays de Ecrins è la visita a L’Âne Qui Bulle . Arrivando si avvista a bordo strada la segnaletica che indica l’ingresso e la prima impressione è quella di aver sbagliato indirizzo! La natura qui cresce indisturbata, libera e selvaggia. Ma non avete sbagliato, siete arrivati nel posto giusto!
Questa azienda agricola alleva 25 asini da cui produce latte d’asina biologico, trasformato poi in una linea completa di cosmetici naturali. Non solo. Quel profumo che si sente attraversando i prati è quello dei fiori e delle essenze che vengono coltivate, anche questi utilizzati per produrre cosmetici. La visita permette di conoscere un po’ di più questi splendidi animali, scoprire il processo di produzione del latte d’asina e la sua trasformazione in cosmetici, conoscere le piante officinali coltivate e ovviamente acquistare tutti questi prodotti artigianali.
Oltre agli asini ci sono anche due dolcissimi alpaca, protagonisti di alcune attività che vengono fatte sia con gli adulti che con i bambini.
Ma quello che rende speciale L’Âne Qui Bulle è la filosofia che la anima: una produzione locale ed etica che rispetta l’ambiente, il benessere animale e il sostegno dell’economia sociale e solidale. Ogni decisione è presa con l’obiettivo di contribuire a un mondo più sostenibile, incarnando perfettamente i valori del turismo responsabile nel Pays de Ecrins.
Partecipare a una degustazione di infusi e liquori
Ci sono luoghi e persone che, durante i viaggi, rimangono nel cuore. Uno di questi è Les Elixir di Isabelle , un posto difficile da descrivere perché è il progetto di Isabelle, unico e cucito sui suoi sogni. A prima vista potrebbe sembrare un’area verde come un’altra, invece qui Isabelle coltiva e raccoglie che vengono utilizzate per fare liquori e infusi e per avvicinare le persone alla montagna, agli odori e ai sapori della natura.
Negli spazi di una vecchia falegnameria, che Isabelle ha arredato con grande cura dei dettagli, organizza degustazioni. Di degustazioni ne ho fatte molte nella mia vita e posso dire che questa è una delle più particolari e interessanti alle quali io abbia mai partecipato. Si tratta di una degustazione di liquori e infusi alla cieca, abbinati ad alcuni assaggi di pietanze davvero squisite. Alla fine della degustazione si torna in giardino con Isabelle per riconoscere i profumi che prima son stati sentiti nei liquori.
Partecipare a un bain de foret (forest bathing)
Pensavo che il “forest bathing” fosse abbracciare gli alberi, ma mi sbagliavo. L’esperienza che ho fatto nei Pays de Écrins è stata molto più di quanto mi aspettassi, e benché nulla vieti di abbracciare gli alberi, si tratta di qualcosa di molto più personale e profondo.
Innanzitutto preparatevi ad abbandonare la connessione per qualche ora. Qui ad Ailefroide si è davvero isolati in tutti i sensi. In inverno c’è una sola persona che rimane qui a vivere, nella natura più incontaminata e in un paesaggio spesso innevato. Le grandi nevicate portano alla chiusura delle strade, e per qualche tempo tutti si “dimenticano” di Ailefroide.
Ma ora torniamo all’estate, a questa meravigliosa natura rigogliosa e verdissima. Indossate abbigliamento e scarpe comode e abbandonate qualsiasi pregiudizio. Lucas Bessy , esperto rifugista, vi accompagna in una vera immersione nella natura, ma prima ancora in sé stessi. Ci si prende del tempo per ascoltare e ascoltarsi, senza aspettarsi nulla a priori. Io sono stata particolarmente fortunata perché ho avuto con me una farfalla che mi si è posata sulla mano ed è rimasta lì per un’ora e mezza. Una cosa davvero incredibile!
Non è facile raccontare questa esperienza ma la consiglio vivamente. Si conclude con un tè preparato da Lucas usando proprio i fiori raccolti nei prati.
Scoprire il mondo del miele
Natura, montagna e fiori non possono che produrre anche un ottimo miele. Ecco quindi che alla Maison du Miel avrete la possibilità di degustarne di molti tipi e di fare un piccolo viaggio nella produzione di questo prezioso nettare. Se viaggiate con i bambini sarà ancora più bello perché per loro ci sono delle attività dedicate!
Altre informazioni per programmare il viaggio le trovate su france.fr e paysdesecrins.com
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