Sono arrivata a Colonia con un volo low cost Ryanair da Bergamo in poco più di due ore, ed eccomi in una delle città più interessanti della Germania occidentale. Colonia non è una città da “effetto wow” immediato, non aspettatevi la cartolina di Parigi (la mia città preferita al mondo!): qui la bellezza va cercata, si rivela un po’ alla volta. Colonia porta ancora addosso i segni della Seconda Guerra Mondiale, quando fu quasi completamente rasa al suolo dai bombardamenti alleati. Ricostruita nel dopoguerra spesso in modo più pragmatico che estetico, senza troppi fronzoli, convive oggi con le sue ferite storiche e con pochi ma preziosissimi superstiti, primo fra tutti il Duomo, miracolosamente rimasto in piedi tra le macerie. È proprio questo contrasto, tra una città moderna e a tratti “anonima” e i suoi tesori medievali sopravvissuti, a renderla affascinante. Adagiata sulle rive del Reno, con quartieri dal carattere molto diverso tra loro e una scena artistica di primo livello, è una bella meta per un weekend. Io ci sono stata in estate, nel mese di luglio.
Visitare Colonia: cosa non perdere
Visita al Duomo di Colonia
Non si può iniziare che da qui. Il Duomo di Colonia è davvero imponente con le sue guglie gotiche che sfiorano i 157 metri (non a caso fino al 1884 è stato l’edificio più alto del mondo, superato dal Washington Monument, l’obelisco commemorativo a Washington D.C., completato nel dicembre 1884 con i suoi 169 metri). Quello che però, ammetto, mi ha colpita di più, è stato il colore così scuro! Si intuisce facilmente che non si tratta di una pietra scura, bensì degli effetti dello smog e della fuliggine. Ora capisco perché il Duomo di Milano (la mia città) sia costantemente coperto da ponteggi: non solo per i continui restauri ma anche per conservare il colore del marmo di Candoglia.
Ma torniamo al Duomo di Colonia!
I lavori iniziarono nel 1248, quando l’arcivescovo Corrado di Hochstaden pose la prima pietra sul luogo dove sorgeva già un precedente duomo di epoca carolingia. Il progetto, ispirato alla cattedrale di Amiens, era ambizioso al punto da restare incompiuto per secoli: il coro fu terminato nel 1322, ma poi i lavori si fermarono quasi del tutto per mancanza di fondi. Per oltre 300 anni Colonia visse con una cattedrale a metà. Anche in questo ritrovo un parallelismo con il Duomo di Milano (la cui costruzione inizia nel 1386 e si conclude nel ‘900!).
C’è persino una testimonianza di Petrarca, in visita in città, che scrisse di aver visto “in mezzo alla città un tempio bellissimo, sebbene incompleto”! Fu solo nell’Ottocento, con il Romanticismo tedesco e il ritrovato interesse per il Medioevo, che i lavori ripresero fino al completamento nel 1880: 632 anni dopo la posa della prima pietra.
Un dettaglio storico sorprendente è che il Duomo fu colpito da 14 bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale e subì l’impatto diretto di circa 360 bombe, eppure rimase in piedi mentre il 90% del centro storico di Colonia veniva raso al suolo. Per decenni dopo la guerra, una crepa visibile sulla torre nord fu lasciata volutamente a vista come testimonianza dei danni bellici, prima di essere infine restaurata e nascosta dietro la facciata. Molti Colonesi lo interpretarono (e lo interpretano ancora) quasi come un segno, un simbolo di resistenza dell’identità cittadina in mezzo alla distruzione.
L’interno e il Reliquiario dei Re Magi
Al suo interno si trova il Reliquiario dei Re Magi, uno scrigno dorato che secondo la tradizione custodisce le reliquie dei tre Magi. Non so se lo sapete, ma queste reliquie in precedenza erano custodite all’interno della basilica di Sant’Eustorgio a Milano. A tutti gli effetti le reliquie furono trafugate, motivo per cui per secoli (ebbene sì!) tra le due città c’è stato qualche attrito, quantomeno nelle sfere religiose.
Tutto inizia nel 1162, quando Milano si ribella a Federico Barbarossa, che aveva saccheggiato la città. L’arcivescovo di Colonia ordina così il “trasferimento” delle reliquie, avvenuto nel 1164, così da trasformare Colonia in una meta di pellegrinaggio e impadronirsi di un simbolo religioso al servizio delle ambizioni imperiali di Federico. E così fu, in effetti, perché la necessità di dotare la città di una cattedrale così grande deriva proprio dal fatto che nel giro di poco tempo le reliquie divennero attrattiva per migliaia di pellegrini.
L’ingresso ha un costo di 12€ a persona (prezzi a luglio 2026).
Visita al Museo Ludwig tra Pop Art, opere di Picasso e avanguardia russa
Letteralmente a due passi dal Duomo di Colonia, il Museo Ludwig è una tappa imperdibile se siete amanti dell’arte contemporanea. Mettete in conto almeno tre ore per riuscire a fare un bel giro senza troppa fretta, perché stiamo parlando di circa 8.000 mq di spazi espositivi, su quattro piani.
Il museo nasce nel 1976 dalla donazione del collezionista Peter Ludwig, ma le sue fondamenta sono in realtà doppie: comprende anche la collezione dell’avvocato Josef Haubrich, incentrata sull’espressionismo tedesco (Erich Heckel, Karl Schmidt-Rottluff, Ernst Ludwig Kirchner, Otto Dix), donata alla città già negli anni ’40. È stato inaugurato nell’edificio attuale (dal profilo esterno insolito, con il tetto che richiama vagamente le linee del vicino Duomo) nel 1986, su progetto degli architetti Peter Busmann e Godfrid Haberer.
Per darvi un’idea dell’entità della collezione: qui troverete la sezione di Pop Art più importante fuori dagli Stati Uniti, con opere di Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Jasper Johns, oltre a una delle raccolte di Picasso più consistenti d’Europa (quasi 900 opere). Non solo: la collezione ospita anche la più importante raccolta di avanguardia russa fuori dalla Russia, con Malevič, Popova, Rodchenko, Gončarova, Larionov.
Insomma, per me davvero nessun dubbio sulla “necessità” di visitare il Museo Ludwig, personalmente uno dei musei di arte contemporanea più belli che io abbia mai visto!
Il biglietto d’ingresso costa 13,50€, ma ogni primo giovedì del mese il museo resta aperto fino alle 22, e dalle 17 in poi l’ingresso costa solo 7€.
Passeggiare lungo il Reno al tramonto (ma non solo)
Lo ammetto: per me le città che sono attraversate da un fiume hanno una marcia in più, e Colonia fa sicuramente parte di queste! Anche senza un particolare motivo, passeggiare lungo il Reno vi regalerà bellissimi scorci, magari all’ora del tramonto quando il mood è più rilassato e tante persone si ritrovano qui per una birra o semplicemente per chiacchierare. Vale la pena, secondo me, passare di qui in più orari, senza dimenticare la sera, quando il riflesso delle luci sull’acqua regala una bella atmosfera! Ah, se volete uno snack o una cena molto semplice, qui in estate ci sono tanti banchetti di street food che fanno al caso vostro.
Attraversare il Ponte Hohenzollern, il “ponte dei lucchetti”
Dal Duomo si arriva in pochi minuti a piedi al ponte Hohenzollern, che attraversa il Reno collegando il centro storico alla sponda opposta. Vi consiglio di attraversarlo: la passerella pedonale è letteralmente ricoperta di migliaia di lucchetti, lasciati dalle coppie come simbolo d’amore. Un’abitudine che trovo tutt’altro che romantica (non è bruttissimo il lucchetto come segno d’amore?!) ma devo dire che il risultato è molto suggestivo!
Una curiosità che rende la passeggiata ancora più interessante: il ponte originale fu distrutto nel 1945, durante la Seconda Guerra Mondiale, e ricostruito nel dopoguerra. È bellissimo anche di notte, quando le arcate si illuminano insieme alla Cattedrale: vi consiglio di tornarci al tramonto o dopo cena, lo spettacolo cambia completamente.
Il quartiere Deutz dall’altra parte del Reno
Dall’altra parte del ponte c’è il quartiere Deutz, l’unica zona della città vecchia situata sulla riva destra del Reno. Questa zona corrisponde all’antica Divitia romana, collegata a Colonia da un ponte fatto costruire da Costantino, un legame quindi che ha radici antichissime, ben prima dell’Hohenzollernbrücke. È anche il quartiere dove sorgono la Lanxess Arena e il polo fieristico di Colonia.
Salire sulla Kölntriangle, la terrazza panoramica su Colonia
Proprio su questa sponda del Reno si trova la Kölntriangle, il grattacielo con la terrazza che dà la possibilità di avere una bella vista panoramica sulla città. Da lassù si vede tutta Colonia, il fiume che la attraversa e il Duomo che svetta sul centro storico: un ottimo modo per orientarsi e farsi un’idea d’insieme della città.
La salita ha un costo di 5€ a persona (bambini gratis).
Passeggiare tra i quartieri più belli
Ogni quartiere ha il suo carattere, e anche se non è ovviamente possibile visitarli tutti, vi lascio qualche consiglio che arriva dalle mie passeggiate in città!
Altstadt-Nord, il quartiere più centrale
Tutte le tappe sopracitate fanno già parte di Altstadt-Nord, ovvero il quartiere che comprende il centro. Ma voglio lasciarvi almeno altre due segnalazioni nella stessa area della città, anche per ottimizzare gli spostamenti (che si fanno senza problemi a piedi).
Fischmarkt: le casette colorate e la chiesa di San Martino
L’antico mercato del pesce affacciato sul fiume è davvero una chicca, con le casette colorate che sembrano disegnare una cartolina. Non a caso è uno degli scorci più fotografati di Colonia. Vi consiglio di arrivarci verso l’ora del tramonto e poi proseguire la passeggiata lungo il Reno: la luce che cala sull’acqua è uno dei momenti più belli del weekend!
Il Fischmarkt esiste come mercato dedicato dall’inizio del XII secolo, ma prima ancora il commercio del pesce avveniva all’interno del monastero di San Martino. La piazza custodisce nel nome la memoria di un’epoca in cui Colonia era anche un importante centro dedito alla pesca (soprattutto di aringhe), con i pescatori che scaricavano le loro catture direttamente dalle barche sul Reno.
Le casette pittoresche che oggi vediamo non sono quelle medievali originali (quelle sono andate perse nei bombardamenti), ma una ricostruzione fedele del dopoguerra, così come è stato per il ponte Hohenzollern e per molte altre parti della città.
A fare da sfondo alle casette colorate c’è la Grande Chiesa di San Martino (Groß St. Martin). Fu costruita tra il 1150 e il 1250 dai Benedettini, ed è una delle dodici basiliche romaniche della città. Ha una massiccia torre quadrata e sorge sui resti di un antico magazzino romano. Anche Groß St. Martin subì gravi danni nei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e fu ricostruita nel dopoguerra mantenendo l’aspetto originale.
Purtroppo non l’ho visitata interamente ma, nonostante l’interno sobrio ed essenziale, penso possa valerne la pena per scendere a visitare gli scavi archeologici romani. Si tratta dei resti degli antichi magazzini (Horrea) e di una vasca d’epoca romana, riportati alla luce negli anni ’70.
Basilica di San Gereone e le chiese romaniche di Colonia
Colonia custodisce dodici grandi basiliche romaniche, sparse nel centro storico, e vi consiglio di dedicare del tempo ad almeno un paio. Io ho visitato la Basilica di San Gereone, la più antica della città (risale al IV secolo). La sua cupola decagonale è davvero spettacolare, un capolavoro dell’architettura tardo-romanica che vale da sola la visita.
Gereone era un soldato romano, secondo la tradizione appartenente alla Legione Tebea, un contingente cristiano che si rifiutò di offrire sacrifici agli dei pagani (o di uccidere altri cristiani, a seconda della versione) per ordine dell’imperatore Massimiano. Per questo fu giustiziato insieme ai suoi compagni.
Splendida già esternamente (io ho un debole per le chiese romaniche!), vale la pena entrare non solo per la cupola ma anche per la cripta, che custodisce, oltre alle reliquie stesse di San Gereone (ritrovate nel 1121), un pavimento a mosaico del XII secolo che racconta la storia di Sansone e Dalila. Devo dire che è davvero notevole, non a caso descritto come il più grande pavimento musivo di epoca romanica a nord delle Alpi. Ci sono anche affreschi coevi che raffigurano Cristo in trono e San Gereone con i martiri della Legione Tebea.
Se avete tempo, vale la pena scoprire anche le altre, come Santa Maria in Campidoglio o San Cuniberto: ognuna ha una storia diversa da raccontare.
Belgisches Viertel e Agnesviertel: i quartieri alternativi di Colonia
Ho scoperto anche due quartieri più “locali” e meno turistici: il Quartiere Belga (Belgisches Viertel), pieno di boutique indipendenti, caffè e locali alla moda, e l’Agnesviertel, dove si trovava il mio hotel, un’area residenziale tranquilla ma a due passi dal centro. Se cercate un lato più autentico e meno da cartolina di Colonia, vi consiglio una passeggiata senza meta in queste zone.
Il Quartiere Belga prende il nome dall’intitolazione delle vie, come la Brüsseler Platz, il suo cuore pulsante, che si apre sulla chiesa di San Michele (io l’ho trovata chiusa purtroppo). La piazzetta è davvero piacevolissima in estate, con i tavolini dei locali e dei bar. È conosciuto oggi come il quartiere più “hipster” di Colonia, con boutique indipendenti di giovani designer, gioiellerie artigianali, gallerie d’arte e piccoli teatri come il Millowitsch. Le facciate liberty danno al quartiere un’eleganza discreta, molto diversa dal centro storico più “da cartolina”.
L’Agnesviertel è il quartiere in cui ho soggiornato, molto tranquillo e residenziale ma comunque comodo per gli spostamenti: si arriva in centro in 20 minuti a piedi.
Storicamente nasce a fine ‘800 come espansione della città fuori dalle antiche mura medievali, con un carattere ibrido: da un lato zona operaia, dall’altro uno dei quartieri borghesi più eleganti della Colonia ottocentesca, di cui ancora si vedono gli eleganti palazzi.
Il quartiere prende il nome dalla chiesa di Sant’Agnese (Agneskirche), costruita tra il 1896 e il 1901-1903. Non è dedicata alla santa per un motivo puramente religioso: l’imprenditore edile colonese Peter Joseph Roeckerath perse la moglie Agnes nel 1890, dopo 23 anni di matrimonio, e fece costruire la chiesa in sua memoria, dedicandola alla santa omonima. Purtroppo ho trovato la chiesa chiusa per lavori! È seconda solo al Duomo per dimensioni tra le chiese della città, è in stile neogotico, con una guglia caratteristica di 62 metri. Come molti edifici di Colonia, subì gravi danni nella Seconda Guerra Mondiale e fu ricostruita nel dopoguerra.
Dove mangiare a Colonia
Devo essere sincera: la cucina locale non mi ha conquistata particolarmente. Abbiamo mangiato soprattutto nei birrifici storici del centro, dove i piatti sono piuttosto monotoni e molto grassi, utili per accompagnare una birra, meno per un’esperienza gastronomica memorabile. Questa scelta però ha una ragione: lo scopo del viaggio era soprattutto la scoperta dei birrifici tradizionali, per cui abbiamo dato precedenza alla birra rispetto al cibo. Vi segnalo comunque i luoghi che mi sono piaciuti.
Früh am Dom: birreria storica vicino al Duomo
Storica birreria a pochi passi dal Duomo, piacevolissima la sera in estate, quando si può stare all’aperto in piazza. L’atmosfera è quella tipica delle grandi birrerie di Colonia: sale su più livelli, servizio veloce, piatti abbondanti ma nella media.
Street food sul lungo Reno
Lungo la passeggiata sul fiume trovate diverse bancarelle dove fermarvi per uno spuntino veloce: comode se volete unire la vista sul Reno a una cena informale.
Mühlen Kölsch: birreria nel centro storico
Un’altra tappa tra i birrifici del centro, con la stessa impostazione di cucina robusta e poco sofisticata che caratterizza questo tipo di locali a Colonia.
Un consiglio: se siete curiosi di sapere tutto sulla Kölsch, la birra simbolo di Colonia, dove berla, quali sono i birrifici migliori e le differenze tra le varie etichette, leggete l’articolo dove bere le migliori birre Kölsch a Colonia.
Dove dormire
Ho dormito al Mercure Hotel Köln Belfortstraße, nell’Agnesviertel. La posizione è davvero comoda: si raggiunge a piedi in poco tempo (15-20 minuti) sia il centro storico con il Duomo sia la stazione dei treni, il che rende l’hotel una base pratica per muoversi senza dover per forza usare i mezzi pubblici.
L’hotel è immerso nella tranquillità e nel verde del quartiere di Agnesviertel, che come accennavo sopra è un quartiere residenziale, per questo non troverete bar, ristoranti e negozi nelle immediate vicinanze. Ma essendo tutto facilmente raggiungibile a piedi, è stata un’ottima soluzione!
Ho apprezzato molto le comodità della stanza e anche delle aree comuni, in particolare la piscina e la colazione! La piscina è la più lunga tra tutte quelle degli hotel in città, quindi se avete voglia di farvi una nuotata a fine giornata, potete farlo.
La colazione è davvero ricca, con tante proposte diverse, sia dolci che salate, con uno spazio dedicato anche ai vegani, davvero apprezzabile. Un plauso ai waffle “self service”, da farsi al momento e guarnire a piacimento, davvero golosissimi!
Un altro spazio che ho molto apprezzato dell’hotel è il Marketplace Lounge: alla vista sembra solo un bar/lounge, molto carino con divanetti, tavolini e poltroncine — nulla di nuovo rispetto a quello di tanti hotel. E invece si tratta di un marketplace self service aperto 24 ore su 24, dove si trovano bibite, alcolici e snack disponibili in qualsiasi momento del giorno e della notte.
In conclusione, Colonia è stata per me una bella scoperta, ho apprezzato molto il fatto di viverla in estate, godendo delle passeggiate sul Reno, ma immagino che anche in inverno con l’atmosfera natalizia sia molto piacevole.
Se avete qualche giorno in più vi consiglio di visitare anche Dusseldorf, facilmente raggiungibile in treno (usate l’app DB che è quella ufficiale) in 30 minuti dal centro città.


























