La chiamano la “prima perla della Costiera, perché è il primo incontro con la celebre costa campana per chi arriva da est. Ma Vietri sul Mare ha molto per cui essere conosciuta anche da chi non ci è mai stato, e il suo nome fa risuonare i colori del mare, dei limoni e delle coloratissime ceramiche.
Raito Hotel Amalfi Coast
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Qui ho avuto la fortuna di soggiornare al Raito Hotel, 5 stelle del gruppo RHC, un luogo di autentica bellezza collocato in posizione privilegiata per esplorare la zona circostante. Da qui Salerno dista circa 8 km, Amalfi e Ravello poco più di 20, così come anche Pompei. L’unica vera difficoltà è uscire dall’hotel, un luogo magico, a picco sul mare, immerso tra gli agrumeti e i tipici terrazzamenti della Costiera Amalfitana. Un luogo in cui stare autenticamente bene, coccolati da un servizio tanto attento quanto delicato, mai invasivo né costruito. Un posto dal quale non si vorrebbe uscire mai!
Le camere, 76 comprese le suite, hanno arredi curati e accoglienti, nei colori luminosi e caldi tipici della Costiera, con il dettaglio dei colori delle ceramiche locali. Tutte sono dotate di balconi privati o terrazze panoramiche: svegliarsi e affacciarsi sul blu cobalto del mare è un grande regalo ogni mattina!
Lo stesso vale per le aree comuni, arredate con un’eleganza semplice, con grandi vetrate che catturano la luce e offrono una vista privilegiata sul blu cobalto. All’esterno, due piscine esterne incorniciate da un verde rigoglioso. L’impressione è davvero quella di essere lontani da tutto, in un tempo sospeso dove i colori e i profumi sono più intensi. Non manca la SPA, con bagno turco, lettini sensoriali, idromassaggio, area relax, solarium, parrucchiere e cabine massaggi per trattamenti personalizzati e programmi ad hoc, realizzati da uno staff specializzato.
La cucina del Raito Hotel Amalfi Coast
La cucina non può che essere quella nel solco della tradizione mediterranea, seppur nel fare creativo dello chef Francesco Russo, sia al Golfo che al Grill, più informale, accanto alle piscine. Entrambi sono aperti anche al pubblico e sono disponibili anche per matrimoni ed eventi.
Qui si ritrova il piacere di una cucina concreta, fatta di pochi ma selezionati ingredienti di cui sono esaltati i sapori e i profumi. Un omaggio a una terra generosa, che nei piatti si esprime con sincerità a 360 gradi. Ecco che il profumo inebriante dei limoni della Costiera lo si ritrova nel Raito Spritz, una vivace reinterpretazione del noto aperitivo con limoncello e succo di limone. Oppure negli spaghetti, sublimi nella loro semplicità, o ancora nella Delizia, certamente uno dei dolci più rinomati della Campania. Non mancano le pizze, lievitate 48 ore e guarnite con ingredienti di altissima qualità, molti presidio Slow Food.
Relais Paradiso
A breve distanza dal Raito Hotel Amalfi Coast, c’è un’altra perla di RHC Group, il Relais Parasido, più piccolo nelle dimensioni e più votato al design nello stile, per chi cerchi un’alternativa alle note più classiche dell’Hotel Raito. 22 camere e suite con terrazze panoramiche, un piccolo gioiello 5 stelle con piscina panoramica e un ristorante degno di nota, l’Executive Lounge Restaurant con la cucina dello chef Andrea Apuzzo. Da tenere presente anche la possibilità di fermarsi in terrazza per un aperitivo: l’Honesty Bar, così come il ristorante, è aperto anche al pubblico esterno.
Visitare Vietri tra botteghe artigiane, storia e ceramiche
Vietri sul Mare storicamente è identificata con l’antica Marcina, prima insediamento costiero etrusco-sannita, poi porto romano. Molti ritrovamenti di vasi e anfore di fattura greca e italica sul territorio vietrese attestano la presenza di una comunità stabile. Grazie alla sua posizione strategica sul mare, il paese è sempre stato un punto di snodo per i commerci, che nel corso dei secoli hanno influenzato la cultura e lo sviluppo del borgo.
La tradizione delle ceramiche: gli indirizzi da non perdere
Anche chi non è mai stato a Vietri conosce la fama delle sue ceramiche, che spiccano per i colori vivaci e la fantasia dei soggetti.
Si tratta di una tradizione che affonda le radici nel XV secolo, quando la posizione strategica del borgo favoriva l’importazione dell’argilla dal Vesuvio e l’esportazione via mare. La svolta arriva poi negli anni ’20 del Novecento con l’arrivo di ceramisti tedeschi, tra cui Irene Kowaliska e Richard Dölker, che innovarono le tecniche tradizionali introducendo nuovi colori e stili.
Basta passeggiare per le stradine del centro storico per incontrare i laboratori di produzione, dove è davvero interessante entrare per ammirare le fasi di lavorazione, parlare con gli artigiani e acquistare queste piccole (o grandi!) opere d’arte. Tra questi vi consiglio la bottega di Benvenuto Apicella “Il vasaio vietrese” al numero 83 di Corso Umberto I. Veder nascere le ceramiche è davvero magico! I soggetti sono tantissimi, a partire dal classico asinello che è un po’ il simbolo di Vietri. In passato venivano usati come animali da trasporto, e in particolare trasportavano frutta, verdura e pesce. Per questo sono diventati simbolo di abbondanza e regalarli è di buon auspicio.
Ma non avrete che l’imbarazzo della scelta, perché le coloratissime creazioni invadono letteralmente il centro storico. E non solo nelle botteghe e nei negozi di souvenir.
Via Diego Taiani è una chicca da non perdere. Qui l’esterno dei negozi racconta su piastrelle di ceramica le attività merceologiche delle botteghe. Ecco quindi che si trovano dipinti fruttivendoli, pescivendoli macellai e barbieri! A dare inizio a questa tradizione fu l’artista olandese Frans Braugman negli anni Settanta.
Fuori dal centro un altro indirizzo imperdibile per chi vuole comprare ceramiche, o anche solo ammirare quello che accade in una fabbrica, c’è Solimene, in via Madonna degli Angeli al numero 7. Non passa inosservata a partire dall’architettura che la ospita, progettata nel 1954 dal torinese Paolo Soleri, uno dei maggiori collaboratori dello studio di Frank Lloyd Wright. L’effetto nel suo complesso non può che riportare alla mente la fantasia di Gaudì.
Al suo interno gli artigiani lavorano ogni giorno a tutte le fasi di produzione della ceramica, dai pezzi più piccoli a vettovaglie e piatti, il punto forte di Solimene.
Cosa Visitare a Vietri: breve itinerario per le vie del centro
Se chiudo gli occhi e penso a Vietri, la prima immagine che mi viene in mente è quella della terrazza di piazza Matteotti, che spalanca la vista e il cuore sul mare e sulle case arroccate. Le ceramiche che ne delimitano il perimetro sono un punto di riferimento per chi si deve dare appuntamento. Da qui si vede anche la cupola della Chiesa di San Giovanni Battista con i tre colori simbolo di Vietri: giallo come il sole, blu come il mare, verde come la terra fertile. Non a caso questa inquadratura da cartolina è protagonista di molti souvenir.
Il centro storico di Vietri è compatto e perfettamente visitabile a piedi. Oltre alle indicazioni sulle ceramiche, ecco alcuni spot da non perdere.
Chiesa di San Giovanni Battista
È quella della rinomata cupola colorata, che si apre su una piccola ma molto caratteristica piazzetta circondata da abitazioni. Viene eretta nel XVII secolo in stile tardorinascimentale napoletano. Le pietre scure sulla facciata sono vulcaniche.
E a proposito di San Giovanni Battista, all’altezza del civico 78 di Corso Umberto I c’è una splendida rappresentazione della festa del patrono, naturalmente in piastrelle di ceramica.
Villa Comunale
A pochi passi dalla fabbrica Solimene, la Villa Comunale rappresenta uno dei punti panoramici più spettacolari di Vietri, con una una vista completa sulla costa fino a Salerno e sul golfo. Il parco ospita spesso eventi culturali e concerti durante la stagione estiva: mi sono immaginata di assistere a uno di questi dall’anfiteatro che affaccia sul mare, deve essere davvero meraviglioso!
Impossibile, di fronte a tutti questi colori e a queste linee sinuose non pensare a Parc Guell di Gaudì.
Museo della Ceramica
Non l’ho visitato, ma mi è stato segnalato come particolarmente interessante. Ospitato nella Villa Guariglia di Raito, il museo raccoglie oltre 2.500 pezzi che documentano la storia della ceramica vietrese dal XV secolo a oggi. La collezione include sia opere tradizionali che pezzi d’autore realizzati dagli artisti stranieri che hanno influenzato la produzione locale.























