Saint-Gervais-les-Bains è un borgo termale dell’Alta Savoia, adagiato sulle pendici del Monte Bianco a pochi chilometri da Chamonix e Megève. Si sviluppa su due livelli ben distinti: il centro storico, in quota, e il parco termale, incassato nelle gole del torrente Bonnant qualche centinaio di metri più in basso. È proprio questo dislivello, e il modo insolito con cui oggi lo si supera, il primo motivo per cui vale la pena fermarsi qui.
Ho visitato Saint-Gervais-les-Bains in occasione di un lungo weekend facendo tappa anche nella vicina Cordon, molto diversa ma anch’essa davvero deliziosa!
Cosa fare a Saint-Gervais
L’offerta spazia dal benessere termale all’escursionismo, passando per un patrimonio religioso barocco di grande valore. Per organizzare al meglio il soggiorno consiglio sempre di fare tappa preventivamente sul sito dell’ufficio del turismo di Saint-Gervais Mont-Blanc, che ha sede al 43 di Rue du Mont-Blanc.
Realx e benessere alle Terme
Non esagero nel dire che le Terme di Saint Gervais siano in assoluto tra le più belle nelle quali io sia mai stata, complice sicuramente anche il verde nel quale sono immerse. Il senso di pace e benessere che regala l’immersione nella piscina esterna vale già da solo l’ingresso!
Il viaggio però comincia prima, per raggiungere lo stabilimento termale. Il modo migliore per scendere dal centro del paese verso il parco termale non è l’auto, ma l’ascenseur des Thermes, inaugurato nell’agosto 2024: un ascensore inclinato che in meno di cinque minuti copre i 177 metri di dislivello tra il borgo e il fondo del parco, con una pendenza del 44%. La particolarità è nel funzionamento: la cabina si muove grazie a un sistema di zavorra riempita con le acque reflue del paese, una tecnologia che richiama i vecchi funicolari a contrappeso d’acqua di inizio Novecento, oggi rivista in chiave decarbonizzata. È il primo impianto di questo tipo in Francia, pensato apposta per liberare il centro storico dal traffico di auto dirette alle terme. E devo dire che il fatto di non prendere l’auto fa partire la giornata in un trend di lentezza tutto diverso!
Una volta scesi dall’ascensore (che è gratuito), ad attendere in fondo ci sono le Thermes de Saint-Gervais Mont-Blanc, tra le acque termali più rinomate d’Europa. Si tratta di una sorgente ricca di zolfo e oligoelementi che alimenta piscine interne ed esterne ai piedi delle gole del Bonnant, saune a temperature differenti, bagni di vapore e sale per la tisaneria. Il consiglio è di mettere in conto almeno mezza giornata: ogni tappa del percorso benessere è pensata come un’esperienza a sé, visiva, olfattiva e sensoriale, in un contesto naturale immerso nella foresta.
Il Sentier du Baroque, tra cappelle e il massiccio del Bianco
Per chi ama camminare, l’itinerario da non perdere è il Sentier du Baroque, un percorso di circa un’ora e un quarto che parte dalla Chapelle de la Combe e arriva fino alla chiesa di Saint-Nicolas-de-Véroce, attraversando borgate fiorite con il massiccio del Monte Bianco sempre davanti agli occhi.
Lungo il tragitto si incontrano la Cappella dei Plans e quella dei Chattrix, piccoli scrigni di arte alpina disseminati nel paesaggio. In estate è possibile farlo accompagnati da una guida del patrimonio dei Paesi di Savoia, un valore aggiunto non da poco per capire davvero cosa si sta guardando. Questi edifici barocchi nacquero tra Seicento e Settecento come risposta della Controriforma cattolica al protestantesimo, voluta dal vescovo Francesco di Sales, e la Savoia (allora Stato indipendente) ne finanziò la costruzione facendone un tratto distintivo dell’intera regione.
L’arrivo alla chiesa di Saint-Nicolas-de-Véroce è il momento clou della passeggiata: costruita nella prima metà del Settecento grazie ai contributi di mercanti ambulanti ed emigrati verso i paesi di lingua tedesca, custodisce un maestoso retablo e delle volte neoclassiche decorate nel caratteristico “blu di Saint-Nicolas”. Chi non se la sente di rifare il percorso a piedi al ritorno può contare sulla navetta Facilibus, attiva proprio per questo tipo di escursioni.
La visita al villaggio
Rientrando verso il centro, vale la pena dedicare un’oretta alla visita del borgo di Saint-Gervais, a partire dalla sua chiesa parrocchiale: anch’essa un capolavoro barocco, restaurata integralmente nel 2016 nell’ambito del programma europeo Alcotra. La sorpresa qui è che il restauro non si è fermato al recupero delle decorazioni originarie: oggi le pareti dialogano con nove vetrate contemporanee firmate dall’artista Kim En Joong, un contrasto tra antico e contemporaneo che rende la chiesa una tappa decisamente diversa dal solito.
Dove mangiare a Saint-Gervais
Avanti
Il ristorante dell’Hôtel Le Saint-Gervais propone una cucina di stampo mediterraneo, tra piatti italiani e pizze, in un ambiente molto piacevole e ben curato. Comodo per chi alloggia in hotel e non ha voglia di spostarsi la prima sera (proprio come ho fatto io!)
Rond de Carotte
Nel cuore del paese, in Rue de la Vignette, il Rond de Carotte è diventato uno degli indirizzi più amati di Saint-Gervais: cucina di bistrot legata alle stagioni, prodotti locali (dalle lumache di Magland in poi) e una cantina con diverse centinaia di etichette tra vini biologici, biodinamici e naturali, proposti anche a prezzo di rivendita. Perfetto per un pranzo tra un’escursione e l’altra, magari accompagnato da un tagliere da condividere. Io ho optato per un ottimo filetto di pesce.
La Table d’Armante, una stella Michelin
Per la cena più importante del soggiorno, La Table d’Armante è la scelta giusta: si trova all’interno dell’Hôtel Armancette, a Saint-Nicolas-de-Véroce, proprio di fronte ai Dômes de Miage. La cucina è firmata dallo chef Thomas Vonderscher, un percorso professionale che lo ha portato dal Cénacle di Tolosa alla Gouesnière vicino Saint-Malo prima di arrivare qui, dove ha ottenuto una stella Michelin per una cucina che reinterpreta con rigore i sapori alpini. L’atmosfera è raffinata e intima, tra legno, pietra e velluti: la cornice ideale per chiudere in bellezza una giornata passata tra terme e sentieri.
Dove dormire
Io ho dormito all’Hôtel Le Saint-Gervais & Spa, edificio Art Nouveau dei primi del Novecento situato proprio di fronte alla stazione del Tramway del Monte Bianco, a pochi minuti a piedi dal centro del paese. Posizione davvero perfetta per esplorare il centro e i dintorni. Le camere sono ampie e confortevoli, la mia aveva anche un bel balconcino con affaccio sulla piscina. La spa interna, con piscina coperta, vasca idromassaggio, sauna e sale trattamenti, è un’ottima alternativa (o un complemento) alla mezza giornata passata alle Thermes, mentre la piccola piscina esterna regala una vista panoramica sulle montagne circostanti.
Saint-Gervais è la conferma che, in questa zona dell’Alta Savoia, basta scendere di poche centinaia di metri di quota per trovare un’anima completamente diversa da quella di Cordon: più mondana, più legata all’acqua e alla storia religiosa del territorio, ma altrettanto capace di stupire chi si affaccia per la prima volta sul massiccio del Monte Bianco.
Altre informazioni utili sul sito www.france.fr/it/
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